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LABORATORIO TEATRALE
Esistente nel nostro istituto in forma stabile dal 1995
Curato da Guido Castiglia e Alessia Colombari
Incontro il lunedì, ore 13.30,  Palestra n.3

 

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Progetto 2000/2001 "CALA LA NOTTE"

Il percorso teatrale, animato dalla compagnia pinerolese "NONSOLOTEATRO", mira non solo a far apprendere delle tecniche teatrali, ma a maturare un momento liberatorio, trasgressivo, nel quale la teatralità diventa mezzo espressivo.
Il fine è quello di stimolare i partecipanti a momenti di confronto reciproco, alla creazione di testi e immagini teatrali, alla consapevolezza dei propri desideri personali.
Il punto di partenza è la quotidianità, con il suo grigiore, le sue abitudini, la sua patina permanente di tristezza e per contrasto il desiderio di evasione.
Ogni partecipante individua una propria modalità di liberazione e di "trasgressione" per liberare le proprie forze primordiali altrimenti costrette sotto la coltre del controllo razionale: nascono così tanti piccoli "mostri", tanti Hyde, per rifarsi al celebre testo di Stevenson.
Teatralmente si lavorerà ad una propria fisicità legata all'animale ritenuto più vicino.

 

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Materiale emerso alla fine del laboratorio

 

Se fossi un animale sarei un drago. L’egoismo e la vanità che sono le sue principali caratteristiche rispecchiano la mia personalità.
Inoltre, il drago è molto vendicativo, forte e libero e, al contrario degli altri animali che agiscono d’istinto, medita sovente sulle azioni.

  

Il cavallo. Questo è il mio animale preferito, perché è caparbio, quando vuole, è veloce, forte e anche misterioso, ama correre e quindi viaggiare, è dolce ma timido. E’ introverso ma può essere anche molto estroverso. Lui non si fida delle persone.

  

L’animale in cui mi identifico è il calabrone.
Non si fa notare, ma quando vuole sa farsi rispettare.
E’ piccolo, ma sa sempre cavarsela, non comunica esplicitamente però sa farsi capire. Non è aggressivo ma neanche docile (NEUTRO).

  

Leone, perché riesce ad essere silenzioso e misterioso ma anche a farsi valere quando serve.
Tranquillità apparente quando in realtà riesce a farsi valere.
Inoltre mi piace la sua camminata.

  

Il lupo. Ho scelto questo animale perché è misterioso ma elegante e contro qualunque avversario combatte anche se sa che non potrà mai vincere.
E’ coraggioso e impavido ma in qualche modo si cela.
Se c’è un lupo non te ne accorgi, si mimetizza e salta fuori all’improvviso: così è anche la mia trasgressività.
Il lupo è anche un ramingo e mi suscita una visione arcana. Cioè, immaginatevi una notte di nebbia, in un bosco e un lupo che vaga silenziosamente, un momento si vede mentre il momento dopo è già scomparso dietro una cortina di nebbia.

  

Ho scelto il falco perché se fossi un animale, mi piacerebbe essere libero, pronto a sfuggire facilmente in caso di pericolo.
Inoltre l’aria è un elemento che mi attira molto.

  

Io mi sento cane, perché sento di essere dolce, socievole, poi sento di essere protettivo, affettuoso, poi sento di dare e di poter fare compagnia a molte persone fra i miei famigliari. E poi il cane è proprio il mio animale preferito.

  

Leonessa.
l Rabbia
l Ruggito
l Maestosità nei movimenti
l Pelo folto
l Determinazione

  

Ho scelto di immedesimarmi in un uccellino (passerotto) perché mi sento piccola e vivace come lui.
Ma anche perché vorrei volare e controllare tutto come fa lui.

  

1 novembre 2000
h. 11.59

La rabbia ti prende
Ti sbatte dentro
E non molla.
Urla scalpita strilla
E tu non ci puoi fare niente
Ti vien voglia quasi di vomitare…
Di gridare
Sputargli in faccia…
…Non ascoltarla…
…non ascoltarla…
Secondo me è Mr. Hyde che viene un po’ fuori… o sono solo malata?

 

 4 dicembre 2000
h.17.58

LA TRISTEZZA…
L’ultimo periodo davvero triste, o forse il più triste finora, è finito che non è molto.
Davvero era "CRISI"!
Quando ad un certo punto, non so come, ho incominciato a risalire la china, ho potuto vedere cosa mi rendeva così…grigia (…nera!): avevo (ho) bisogno di qualcosa di più.
Qualcosa che la vita non ti da’. Ti svegli una mattina e pensi: "Ma è tutto qua?"
Son sicura che tanti si pongono la stessa domanda. La risposta non è uguale per tutti… dipende da te. C’è chi ci cade. Io so che la’ non c’è quello che cerco. E non è nemmeno in tutte quelle stupide cazzate che gli altri sventolano sotto il naso… ti dicono: "Ce l’hai? Se no sei fuori…". Beh, sono orgogliosa di non averlo.
Non so cos’è… ma so di non averlo! Chi finisce col "drogarsi", nel senso che tutti intendono, non capisce che sta facendo proprio l’errore più stupido… il più prevedibile… il più inutile…
Sembro pazza? E si… è Mr… Miss, prego! Hyde. La mia Miss Hyde che bussa e dice: "Scema! Ci sono io qui! Non devi avere paura di me… solo perché gli altri dicono che sono un mostro non significa che tu debba avere paura…"
Non è un mostro. E’ la mia creatura… forse è un po’ da raffinare! Come un diamante grezzo. Davvero brutto. Poi lo sfreghi, lo lavori e dopo milioni di anni di carbone, ecco un diamante, cazzo!
Se quel pazzo di un dottor Jeckyl (o come cavolo si scrive) da sé è riuscito a tirar fuori solo un Mr Hyde urend… bèh, non so che dire! Affari suoi!
Senza togliere nulla al piacere della trasgressione, al gusto dell’ "uscire dagli schemi" il mio mostro sarebbe una pantera.
Nera, lucida, felina, incazzata, splendida, sicura, ma infinitamente dolce.
Saper ritrarre gli artigli. Tirarli fuori se necessario.
Dare una carezza a chi ti sta a fianco.
Se dr. Jeckyl ha troppa paura di scoprire se stesso, ci pensa Mr. Hyde.
Mr. Hyde, se vuole, se lo mangia quel dr. Jeckyl. Lui, le sue paure del cazzo e i suoi schemi prestabiliti.
Se ho voglia di baciare qualcuno, piglio e lo bacio. Chi mi ferma? Io sono Mr. Hyde, sono un mostro!
Vorrei tirar fuori Mr. Hyde. Non per una notte. Per sempre. Non temete…ci riuscirò.

  

Bere la notte.
Pantera .
Cammina leggera è misteriosa, sfuggente, ma pronta per gli altri. E’ elegante.
Caparbia, combatte con furore, fino alla fine. Ha una potenza immensa, ma nei suoi occhi c’è la dolcezza. Sa sostenere qualunque sguardo, qualunque sfida. E’ un animale sereno.
Io non sono così. Ma so che in me, da qualche parte, c’è un mostro splendido, arrabbiato, che vuole uscire e farsi "sentire"…

  

L’agilità, la sicurezza della pantera: è un animale misterioso. Credo che la pantera, almeno in apparenza, sappia sempre che cosa fare, ed anche se le sue azioni non portano a qualcosa di buono, segue sempre il suo cuore, senza lasciarsi condizionare da niente e da nessuno. Con le cose a cui tiene è dolce e disponibile, quando si presentano delle novità si tiene sulla difensiva prima di prendere confidenza. Ha una specie di sesto senso per i guai.
Il colore del suo mantello la mimetizza.

  

Mi piacerebbe essere una tartaruga perché nella sua lentezza, questo animale riesce ad essere aggressivo al momento e al punto giusto.
Quindi vorrei apparire come sono e cioè molto lenta, ma poter in seguito reagire giustamente e soprattutto al momento giusto.

  

Io ho scelto l’avvoltoio perché mi affascina questo animale che con pazienza gira e gira in alto puntando le prede e si nutre di altri esseri ormai non più vivi e sfrutta la loro inconscia debolezza senza portare mai rancore.
Io in un certo senso vorrei essere così, non curarmi delle altre persone, per arrivare a un mio scopo senza sensi di colpa.
Inoltre trovo interessante la misteriosità e la precisione di questo animale, poiché pur nascondendo le sue vere intenzioni non lascia nulla al caso.

  

Io sono cresciuta sempre con almeno un gatto vicino e ho imparato molto su di loro: anche se ti sembra di conoscerlo non lo puoi afferrare.
Il gatto rappresenta la parte trasgressiva che è in me perché è per la maggioranza delle sue caratteristiche ciò che io non sono. I gatti poi sono indipendenti e se un posto o qualcuno non gli piace, semplicemente se ne vanno. Però in un certo senso il gatto mi rappresenta perché se qualcuno lo vuole se lo deve conquistare, ma dopo un po’ si affeziona e resta con il proprio amico.
E’ misterioso in modo diverso, ti sembra di conoscerlo ma non è così..

  

Sparire…dissolversi nell’aria…diventare una non-presenza che osserva… che osserva a fondo… ma osserva solo la persona (o le persone) che ama…che ama profondamente…osservare in principio il suo corpo… il suo corpo nudo… per poi quasi fondersi con lei… starci dentro… riuscendo così a osservare i suoi pensieri… ciò che non direbbe mai… fino a toccare il vivo… nel profondo… arrivando alla sua essenza.

  

La notte, la notte;
perché la notte?!
Perché la paura, la paura di un mondo estraneo,
la paura di un mondo diverso, quasi l’ossessione di un mondo diverso;
e perché la notte?! Quello che non vedo non lo sento dentro, oh sì?
Sì, lo sento e mi fa paura, una paura che non mi lascia dormire!

  

Spesso, mi capita di sentirmi solo,
solo, in mezzo alla gente.
Spesso, mi capita di essere incompreso.
Ma in fondo voglio bene a chi mi sta vicino.
E se tutto questo finisse?! Se tutto il mondo che mi sono costruito crollasse?!
Oddio, no, non mi lasciare, ti prego, non, non mi abbandonare!!

  

Scomparire, perdersi, lasciarsi e buttar via quello che è stato e mai + sarà.
Ti cerco ma non ci sei, non ci sono più neanche quei colori che vestivano il nostro amore.
Adesso in me solo più un vuoto che + vuoto non c’è, ed un silenzio che mi fa paura.
E… come un fiume in piena, che muore lentamente, il mio amore straripa e mi abbandono alla notte, credendo ancora nell’amore perduto.

  

Questa sera c’è il vento, e la finestra continua a sbattere, basta!!
Tanto non mi alzo per chiuderla!!
Smettila, già sapevo che saresti tornato, ti aspettavo lo sai?
Ho paura ma combatterò, e troverò quella forza che non ho mai avuto; te ne andrai, sì non vedrò più il tuo riflesso, quell’immagine che odio, sì ti odio!!
Vattene! Vattene!

 

Potrei sopportare tutto ma non la vista di un ragno.
Oh dio che schifo!
Andatevene!! Via, via!!
Ma chi siete, cosa volete da me?
Ragno, sinonimo di ribrezzo, un brivido che percorre la schiena, rabbia solo rabbia!
Potreste chiedermi tutto ma non di ucciderlo, non ci riuscirei, ho questa paura di merda che mi blocca!!
Mamma dove 6? Uccidilo, uccidilo tu che ci riesci, tu che non hai paura.

  

Oddio tutti mi guardano………..
Tutta questa gente sconosciuta, che aspetta che io cominci a parlare e che può giudicare in bene o in male.
E se poi mi giudicano male? Io non voglio essere giudicato male. Questo mi terrorizza e mi ossessiona. E’ una paura che mi paralizza e mi riempie tutto il corpo e non mi lascia stare un momento. Speriamo finisca tutto in fretta e possa tornare a nascondermi, sì ma nascondermi da chi?
Forse non serve a niente e c’è sempre qualcuno che mi guarda, forse chi mi guarda è lì che mi aspetta, che mi scruta, che vuole vedere cosa faccio ma soprattutto come lo faccio…

 

Non vedo niente, che paura!!!!!
Sono rimasto solo! Se arriva qualcuno cosa potrebbe farmi? Sono vittima di persone crudeli.
Le streghe, gli orchi. Magari qualche assassino.
Nel buio le ombre si muovono, si spostano, si avvicinano.
Chiudo gli occhi, se non lo vedo il buio non c’è, non mi fa paura…..
Se riesco a dormire non vedo il buio, non so cosa succede, non ho paura…..
Però non riesco a dormire proprio perché non voglio smettere di controllare il buio, di capire se succede qualcosa di brutto.

  

Prima o poi verranno. Sono sicuro.
Mi porteranno via, non so dove, non so perché…ma lo faranno.
Me lo hanno giurato, mi porteranno via da mamma e papà.
Lontano e forse non tornerò mai più.
Chissà se qualcuno mi verrà a cercare. Se qualcuno si accorgerà che non ci sono più.
Se faranno in tempo a trovarmi…chissà.

  

Un giorno dopo l’altro.
Oggi come ieri, ieri uguale a sempre
Grigio, patina di gelatina collosa che ti soffoca, non ti lascia uscire.
Il mattino alle 7 sempre alle 7 il fischio stridulo della sveglia, fischio a intermittenza, suono continuo, gracchiare basso, voce garula di una presentatrice stupida chiusa dentro la radiosveglia. Sempre alle 7.
Sveglia con la musichetta, sveglia col suono del pappagallo, del gallo, dei tre porcellini, ma sempre alle 7, occhi incollati di nausea, ancora un giorno, uno dopo l’altro.
Cinque ore di scuola, cinque ore, una dopo l’altra, appiccicose ore trascinate in una mattina uggiosa, grigia.
"Qual è il contenuto del brano letto a casa?"
Ma non l’ho letto, ero a letto a fissare l’angolo scrostato del soffitto, è più bello sotto, il muro vivo, le macchie sgranate del cemento, la pelle sottile del bianco lavabile vela, oscura , patina la nera faccia del muro. Non l’ho letto il brano.
Mi sbrano i nervi, mi scollo, sento la mia ansia assopita muoversi, stirarsi, tirarsi in uno strappo doloroso, come la colla semi-indurita s’allunga sotto la forza della mano impietosa di chi vuole separare due assi da poco saldate dal Vinavil.
Mi sbrano il cervello, mi scollo l’ansia di dosso, m’incollo la mano, mi scopro, la pelle rabbrividisce, il fiato s’inspessisce.
L’aria si solidifica, materia di sensazioni.
Ogni giorno, uno dopo l’altro.
Hai mangiato? Ti sei svegliata? Hai messo a posto? I piatti!
I piatti no! Non li sopporto, viscidi di Svelto, Last, schiuma intorpidita dai grumi di sugo sbavati, l’acqua che si fa nera, rosso mattone, sangue di cibo…e il profumo al limone che s’insinua nelle narici che si dilatano, s’allargano nella mia immaginazione, fornaci dell’olfatto, crateri viventi che risucchiano profumi di seduzione, odori di pulito, zaffate di sudori….aria, aria fresca!
Poi ancora, odori sconosciuti, profumi non più seducenti sempre più nauseanti.
Un giorno dopo l’altro in questa vita di sensazioni olfattive.
E i piatti scivolano sotto le mie mani ubbidienti, risciacquo e scolino (?) e il gorgoglio del lavandino.
Rimasugli organici nel lavello, poi via.
Il letto, rifare il letto per non sentirsi dire "Fai il letto!"
Lo faccio il letto!
Lo faccio il mio letto, la mia culla di sensazioni, coperta dal buio, dall’oscurità della notte.
A che ora torni?!
Cos’è? Una domanda o una intimidazione?
Esco
No, sei troppo piccola!
Resto in camera mia
No, sei troppo grande!
Resto in camera a copulare col mio vicino di casa ma voi vi togliete dal raggio d’azione di due costellazioni!
Va bene, esci ma torna a mezzanotte!
Mezzanotte?
I sogni son desideri… che nascono in fondo…in fondo….nel profondo dei desideri occulti, che fioriscono dagli istinti più remoti, notturni.
Una notte dopo l’altra